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Imposta di soggiorno sul Garda: come si calcola, si versa e si dichiara

Livenly Team
Le scadenze di versamento dell'imposta di soggiorno sulla sponda veronese del Garda: il 10 per Garda e Lazise, il 15 per Torri del Benaco, il 16 per Bardolino e Castelnuovo, al più tardi il 27 per Peschiera. Sei comuni, quattro scadenze.

L'imposta di soggiorno la paga l'ospite, ma la versa tu. Il calcolo è persone paganti per notti tassate per tariffa comunale, con un tetto di notti che cambia da comune a comune. Il versamento segue il calendario del Comune, in genere mensile. La dichiarazione è una sola, telematica, entro il 30 giugno dell'anno successivo, su modello ministeriale. Il conto della gestione che diversi comuni gardesani chiedono entro il 30 gennaio, invece, ha perso il proprio presupposto dopo l'ordinanza delle Sezioni Unite del gennaio 2026, ma prima di saltarlo conviene sentire il Comune. Qui sotto trovi il meccanismo per intero, con le fonti.

Chi la paga e chi risponde se non arriva

Sono due soggetti diversi, e la confusione fra i due sta all'origine di quasi tutti i guai.

Il soggetto passivo è chi pernotta. Il responsabile del pagamento sei tu. L'articolo 4, comma 1-ter, del D.Lgs. 23/2011 lo dice così: «Il gestore della struttura ricettiva è responsabile del pagamento dell'imposta di soggiorno di cui al comma 1 e del contributo di soggiorno di cui all'articolo 14, comma 16, lettera e), del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, con diritto di rivalsa sui soggetti passivi, della presentazione della dichiarazione, nonché degli ulteriori adempimenti previsti dalla legge e dal regolamento comunale».

Tradotto: se l'ospite non paga, il Comune non va a cercare lui, va a cercare te, e la rivalsa che la legge ti riconosce è uno strumento che puoi usare nei suoi confronti, non un argomento che puoi spendere davanti all'ufficio tributi.

Questa architettura vale su tutta la sponda veronese e si somma agli altri obblighi, che invece cambiano da municipio a municipio. Se non hai ancora messo in fila il quadro completo, la guida agli obblighi comune per comune sulla sponda veronese riporta le tariffe di tutti e quattordici i comuni.

Come si calcola

Tre variabili, e una soglia di legge sopra tutte.

La tariffa

La fissa la Giunta comunale ogni anno, di solito in autunno, e cambia per tipologia di struttura. La stessa casa paga importi diversi a seconda di come viene qualificata, ed è uno dei motivi per cui conviene sapere con precisione se stai facendo una locazione turistica oppure gestendo una struttura ricettiva. A Bardolino, delibera di Giunta n. 322 del 14 novembre 2025, la locazione turistica sta a 2,50 euro a persona per notte e un tre stelle a 1,50. A Costermano sul Garda, delibera di Giunta n. 127 del 28 ottobre 2025, la locazione turistica sta a 4,00 euro e le unità abitative ammobiliate a uso turistico a 5,00.

Quel 5,00 non è casuale. È il tetto ordinario. L'articolo 4, comma 1, del D.Lgs. 23/2011 consente ai Comuni di istituire l'imposta «da applicare, secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo, sino a 5 euro per notte di soggiorno», e Costermano ci è arrivato. Sopra si sale solo per una via straordinaria: l'articolo 1, comma 492, della legge 213/2023 ha concesso un incremento fino a 2 euro oltre le misure ordinarie, e l'articolo 1, comma 683, della legge 199/2025 lo ha esteso anche al 2026, «nelle more della revisione della fiscalità collegata al soggiorno temporaneo in strutture ricettive». Dove viene applicato, il tetto arriva a 7 euro. Nelle delibere gardesane consultate per il 2026 nessun Comune lo usa, quindi 5,00 resta il massimo che vedi sul lago, ma è una scelta dei Comuni e non un limite che oggi la legge imponga.

Le notti tassate

Quasi ogni regolamento fissa un limite di pernottamenti consecutivi. A Bardolino l'articolo 3 dice: «L'imposta è corrisposta per ogni pernottamento nelle strutture ricettive ubicate nel territorio del Comune di Bardolino, fino ad un massimo di 20 pernottamenti consecutivi». Dalla ventunesima notte in poi l'ospite non paga più, e il conteggio riparte da zero con un nuovo soggiorno: il tetto si misura sulla singola permanenza continuativa e non sull'anno solare, quindi chi torna a settembre dopo essere stato da te a giugno ricomincia da capo.

Le persone paganti

Sottrai gli esenti. La soglia dei minori non è uniforme neanche fra comuni confinanti: a Bardolino l'articolo 5 esenta «i minori fino al 14° anno di età compreso», mentre a Castelnuovo del Garda il regolamento si ferma al 12°. Formule di questo tipo si prestano a più di una lettura quando l'ospite è esattamente sulla soglia, perché il quattordicesimo anno di età si compie al quattordicesimo compleanno, quindi in quei casi conviene farsi confermare dall'ufficio tributi come li conta invece di deciderlo da soli. Le altre esenzioni ricorrenti riguardano chi si trova in cura, chi lo accompagna, le persone con disabilità, gli autisti di pullman, le guide turistiche e il personale di soccorso in servizio.

Calcolo sulla tariffa 2026 per le locazioni turistiche di Bardolino, 2,50 euro a persona per notte (delibera di Giunta n. 322 del 14 novembre 2025), con il limite di 20 pernottamenti consecutivi e l'esenzione dei minori fino al 14° anno compreso previsti dagli articoli 3 e 5 del regolamento comunale.
Soggiorno a Bardolino Persone paganti Notti tassate Totale
2 adulti e due ragazzi di 10 e 16 anni, 8 notti3860,00 €
4 adulti, 25 notti consecutive420200,00 €

Nel secondo caso, senza il tetto, pagheresti 250 euro. Le cinque notti oltre la ventesima non entrano nel conto.

Come si incassa e come si versa

L'incasso non è libero nella forma. Il regolamento di Bardolino, articolo 7, obbliga il gestore a «riscuotere l'imposta dai propri ospiti, rilasciando quietanza» e a «conservare per cinque anni tutta la documentazione inerente all'imposta di soggiorno». Quietanza significa una ricevuta nominativa con l'importo, non una riga nel messaggio di benvenuto, e i cinque anni corrono dal singolo soggiorno: se un controllo arriva nel 2029 devi poter tirare fuori le ricevute dell'estate 2024, ospite per ospite.

Poi c'è il calendario, che diverge su ogni asse. Qui sotto ci sono i sei comuni della sponda veronese per cui abbiamo potuto leggere il termine direttamente nel regolamento vigente o sul portale ufficiale: per gli altri otto le tariffe stanno nella guida comune per comune linkata sopra, mentre le scadenze conviene chiederle all'ufficio tributi.

Termini letti nei regolamenti comunali vigenti e sui portali ufficiali, consultati il 24 agosto 2026, e riportati tutti nella forma «del mese successivo» per renderli confrontabili. Il regolamento di Garda scrive «entro il 10 di ogni mese» riferendosi al periodo appena chiuso. Per Lazise vale l'articolo 10 modificato dalla delibera di Consiglio comunale n. 59 del 25 novembre 2025, efficace dal 1° gennaio 2026, che porta il termine da venti a dieci giorni e ammette solo PagoPA e bonifico. Peschiera del Garda chiede in più la comunicazione dei singoli arrivi entro sette giorni. Il conto della gestione compare ancora in quattro regolamenti, ma dopo l'ordinanza delle Sezioni Unite n. 1527 del 23 gennaio 2026 ha perso il proprio presupposto. Dove è scritto «non risulta», l'adempimento non compare nel regolamento consultato.
Comune Comunicazione delle presenze Versamento Conto della gestione
Bardolinoentro il 16 del mese successivoentro il 16 del mese successivoprevisto dal regolamento, non più dovuto
Gardaentro il 10 del mese successivoentro il 10, contestuale alla comunicazioneprevisto dal regolamento, non più dovuto
Torri del Benacoentro il 15 del mese successivoentro il 15 del mese successivoprevisto dal regolamento, non più dovuto
Lazisenon specificata nel regolamentoentro il 10 del mese successivonon risulta dal regolamento
Peschiera del Gardaentro il 20 del mese successivoentro 7 giorni dalla dichiarazione, al più tardi il 27previsto dal regolamento, non più dovuto
Castelnuovo del Gardaentro il 16 del mese successivoentro il 16 del mese successivonon risulta dal regolamento

Sei comuni e quattro calendari diversi, con lo scarto più stretto fra Torri del Benaco e Bardolino, che si giocano ventiquattro ore. Chi ha una casa a Garda e una a Bardolino si ritrova due scadenze mensili a sei giorni l'una dall'altra.

La dichiarazione annuale, e quella che non si fa più

La prima è statale e vale ovunque. Lo stesso comma 1-ter dispone che «la dichiarazione deve essere presentata cumulativamente ed esclusivamente in via telematica entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui si è verificato il presupposto impositivo». Il modello è quello approvato con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 29 aprile 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 maggio 2022. Cumulativamente significa una sola dichiarazione per tutte le strutture che gestisci nello stesso Comune.

La seconda era comunale, e adesso ha perso le gambe. È il modello 21, il conto della gestione che l'agente contabile rende secondo il D.P.R. 194/1996, richiamato per gli enti locali dagli articoli 160 e 233 del TUEL. Diversi regolamenti gardesani lo prevedono ancora, e quello di Garda lo dice in un modo che vale la pena leggere: l'articolo 15, intitolato «Disposizioni transitorie», stabilisce che «nelle more dei chiarimenti relativi alla qualifica di Agente contabile, i gestori delle strutture ricettive continuano a presentare il conto di gestione», con consegna entro il 30 gennaio dell'anno successivo. Bardolino, Torri del Benaco e Peschiera del Garda prevedono lo stesso adempimento.

I chiarimenti sono arrivati, e vanno nella direzione opposta. Con l'ordinanza n. 1527 del 23 gennaio 2026 le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che il gestore non è agente contabile ma responsabile d'imposta, e che sul suo operato non c'è giurisdizione della Corte dei conti: senza quella qualifica viene meno il presupposto della resa del conto, quindi del modello 21. Alcuni comuni si sono già adeguati, altri hanno regolamenti ancora scritti sulla vecchia impostazione, e finché una norma locale resta formalmente in vigore il Comune può contestarne l'omissione a prescindere da chi abbia giurisdizione. Prima di saltare l'adempimento, quindi, chiedi all'ufficio tributi come si è regolato e fatti dare una risposta scritta.

Cosa succede se sbagli

Le misure vigenti sono queste.

Misure in vigore al 24 agosto 2026, verificate su Normattiva. L'aliquota del 25 per cento si applica alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024, per effetto dell'articolo 5 del D.Lgs. 87/2024.
Violazione Sanzione Dove sta scritto
Omesso, ritardato o parziale versamento25% dell'importo non versatoart. 4, c. 1-ter, D.Lgs. 23/2011, che rinvia all'art. 13, c. 1, D.Lgs. 471/1997
Versamento con ritardo fino a 90 giorni12,5%, cioè «ridotta alla metà»art. 13, c. 1, D.Lgs. 471/1997
Versamento con ritardo fino a 15 giorniun quindicesimo del 12,5% per ciascun giorno di ritardoart. 13, c. 1, D.Lgs. 471/1997
Omessa o infedele dichiarazionedal 100 al 200% dell'importo dovutoart. 4, c. 1-ter, D.Lgs. 23/2011

Attenzione a una cosa che trovi scritta male quasi ovunque: la sanzione base non è più il 30 per cento. L'articolo 2 del D.Lgs. 87/2024 ha sostituito nell'articolo 13 le parole «pari al trenta» con «pari al venticinque», e l'articolo 5 dello stesso decreto limita la novità alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024. Per una violazione del 2023 resta il 30 per cento, per una del 2025 vale il 25. Gli articoli che riportano ancora il 30 secco non distinguono le due epoche.

Il ravvedimento operoso funziona anche qui, perché l'articolo 16 del D.Lgs. 473/1997 estende ai tributi locali «la disciplina generale sulle sanzioni amministrative per la violazione delle norme tributarie». Paghi entro 30 giorni dalla scadenza e la sanzione scende a un decimo del minimo, entro 90 giorni a un nono, entro il termine della dichiarazione annuale a un ottavo. Le frazioni non sono cambiate, il minimo su cui si calcolano sì: oggi è il 25 per cento e non più il 30, quindi a parità di frazione paghi meno. La porta si chiude quando il Comune ti ha già notificato una verifica.

Un capitolo invece si è chiuso, e conviene sapere che è chiuso. Fino al 2020 la giurisprudenza trattava il gestore come agente contabile, e chi non versava rispondeva di peculato, cioè di un reato. L'articolo 180 del D.L. 34/2020 ha scritto nella legge la figura del responsabile d'imposta, e l'articolo 5-quinquies del D.L. 146/2021 ha aggiunto che il comma 1-ter «si intende applicabile anche ai casi verificatisi prima del 19 maggio 2020». Oggi l'omesso versamento resta un illecito, ma amministrativo: paghi sanzione e interessi e non rischi un procedimento penale.

Ultima nota per chi archivia questa pagina. Dal 1° gennaio 2027 la base normativa delle sanzioni cambia collocazione: il testo unico delle sanzioni tributarie, D.Lgs. 173/2024, abroga il D.Lgs. 471/1997 e riproduce la stessa regola nel proprio articolo 38, con la stessa aliquota del 25 per cento. La decorrenza era il 1° gennaio 2026, poi il D.L. 200/2025 l'ha spostata di un anno.

E i portali?

La legge prevede che possano rispondere loro. L'articolo 4, comma 5-ter, del D.L. 50/2017 stabilisce che «il soggetto che incassa il canone o il corrispettivo, ovvero che interviene nel pagamento dei predetti canoni o corrispettivi, è responsabile del pagamento dell'imposta di soggiorno». Alcuni regolamenti gardesani lo recepiscono: quello di Lazise, articolo 12, dice che «i gestori di portali telematici ed i soggetti che svolgono attività di intermediazione immobiliare sono i responsabili dell'imposta di soggiorno dovuta».

Nella pratica, però, sul Garda veronese l'incasso resta quasi sempre in mano tua. Dal 2022 esiste un accordo fra Airbnb e ANCI che permette alla piattaforma di riscuotere e riversare l'imposta per conto dei Comuni, ma vale solo dove il singolo Comune è stato attivato, e i comuni della sponda veronese gestiscono la riscossione con strumenti propri: Peschiera del Garda con PayTourist, Bardolino con PagoPA, Lazise con il portale telematico comunale. Il posto dove verificarlo non è il sito del Comune ma la dashboard di Airbnb, nella sezione delle tasse di soggiorno del tuo annuncio: se lì l'imposta risulta raccolta dalla piattaforma non devi incassarla in casa, altrimenti la incassi e la versi tu. E se un ospite sostiene di averla già pagata online, chiedigli la ricevuta prima di scalarla dal conteggio.

Il lavoro che resta

Riscuotere, dare quietanza, tenere il conto delle notti tassabili con tetti diversi, ricordare che il 10 tocca a Garda e a Lazise e il 16 a Bardolino, presentare la dichiarazione annuale nei termini. Nessuno di questi passaggi è complicato preso da solo: il problema è che non finiscono mai e che scalano al contrario, perché due case in due comuni diversi ti raddoppiano il calendario invece di farti risparmiare tempo.

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Contenuto verificato il 24 agosto 2026 su Normattiva, Gazzetta Ufficiale e sui regolamenti e le delibere pubblicati dai singoli Comuni. Tariffe e scadenze comunali cambiano ogni anno. Questo articolo non sostituisce il parere del tuo commercialista: per le scelte fiscali parlane con il tuo professionista.

Domande frequenti

L'imposta di soggiorno la paghi tu o il tuo ospite?

La paga l'ospite, che è il soggetto passivo. Tu sei il responsabile del pagamento verso il Comune, con diritto di rivalsa sull'ospite. Se lui non paga, il Comune si rivolge comunque a te.

Cosa fai se l'ospite si rifiuta di pagare?

Fai firmare una dichiarazione di rifiuto e la conservi, poi versi comunque l'importo al Comune e lo segnali secondo il regolamento locale. Il rifiuto dell'ospite non ti libera dall'obbligo: ti dà solo il diritto di rivalerti su di lui.

Devi presentare la dichiarazione anche se non hai avuto ospiti?

In linea di massima sì, ma verifica il tuo regolamento comunale: su questo punto i Comuni non si comportano tutti allo stesso modo. La dichiarazione del 30 giugno è dovuta dal responsabile d'imposta, non dal fatto che ci siano state presenze.

Airbnb la incassa al posto tuo?

Solo dove il Comune ha attivato l'accordo con la piattaforma, e sulla sponda veronese del Garda i Comuni gestiscono la riscossione con strumenti propri. Il posto dove verificarlo non è il sito del Comune ma la dashboard di Airbnb, nella sezione delle tasse di soggiorno del tuo annuncio: se lì non risulta raccolta dalla piattaforma, la incassi e la versi tu.

Quanto ti costa dimenticare un versamento?

Il 25 per cento dell'importo non versato, che scende al 12,5 per cento se paghi entro 90 giorni e a un quindicesimo di quella cifra per ogni giorno se paghi entro 15 giorni. Con il ravvedimento operoso scende ancora, ma solo finché il Comune non ti ha notificato una verifica.

I bambini pagano l'imposta di soggiorno?

Dipende dal Comune. A Bardolino il regolamento esenta «i minori fino al 14° anno di età compreso», a Castelnuovo del Garda la soglia si ferma al 12°. Formule così si prestano a più di una lettura quando l'ospite è esattamente sulla soglia, quindi per quei casi conviene farsi confermare dall'ufficio tributi come li conta. In ogni caso, se hai case in comuni diversi non puoi applicare la stessa regola a tutte.

Devi ancora presentare il modello 21 entro il 30 gennaio?

Dipende da cosa dice il tuo regolamento comunale. L'ordinanza n. 1527 del 23 gennaio 2026 delle Sezioni Unite ha stabilito che il gestore è responsabile d'imposta e non agente contabile, e da lì viene meno il presupposto della resa del conto: alcuni comuni hanno già tolto l'adempimento. Diversi regolamenti gardesani però lo prevedono ancora, e finché la norma locale è in vigore il Comune può contestarne l'omissione. Prima di saltarlo, chiedi all'ufficio tributi come si è regolato e fatti rispondere per iscritto.

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